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Intervista a Geppetto

14 Dicembre 2015 • In evidenza

Abbiamo immaginato per questo Natale e questo Nuovo Anno di impegno artigiano, di incontrare Geppetto. Sì proprio lui , quello della storia di Pinocchio , quello del nostro manifesto. Geppetto non è solo il personaggio di una favola ben riuscita, ma è il simbolo dell’artigiano più verace e più genuino, più fedele e sincero, infine il più commovente.Lui non è solo nella fantasia di Collodi, ma è patrimonio umano dell’Italia e diciamo la verità, grazie un po’ anche a Disney, di tutto il mondo. Lui e Pinocchio e tutti gli straordinari personaggi rappresentano ogni possibile metafora della Vita e dell’Essere. Volevamo rivolgergli alcune domande e Lui magicamente in esclusiva per CASARTIGIANI ci ha voluto rispondere. Seguiteci e ne uscirete arricchiti, rafforzati, rasserenati o almeno lo speriamo.

 D) Buonasera Maestro, come la devo chiamare Giuseppe, Geppetto o Polendina? (come i ragazzi chiamavano sarcasticamente Geppetto per via della parrucchetta finta che adesso porta n.d.r.)

 R) Amico mio, la si comincia male, quale Polendina?! Mastro Geppetto va bene.

D) Entriamo subito nel merito. Perché ha preso quel pezzo di legno da Mastro Ciliegia per farne un burattino?

R) Il motivo vero è che sono nell’età in cui c’è meno resistenza alla stanchezza, meno pazienza agli oltraggi, meno sopportazione del dolore. Volevo qualcosa o qualcuno che mi aiutasse o perlomeno credere in questa possibilità.

D) Come ha cominciato a fare il falegname?

R) Come tutti gli artigiani, per tramandazione, per ispirazione e libertà, anche a costo della miseria.  Meglio la miseria che la mancanza di libertà. L’artigiano, in fondo, è un cercatore e un propugnatore di libertà. Ricordi, poi, sempre, il falegname è artigiano due volte, non a caso mi chiamo Giuseppe.

D) Che differenza c’è tra Lei e Mastro Ciliegia?

R) Ciliegia rappresenta un altro ramo artigiano, quello meno idealista ma molto, molto pratico e realista. Geppetto, potremmo dire, è platonico, Ciliegia aristotelico.

D) Geppetto Lei è molto colto per essere un “povero” artigiano

R) A torto si pensa che gli artigiani siano modestamente ignoranti. Figuriamoci nell’ottocento. Niente di più falso. A parte che gli artigiani italiani dettero un grande contributo al Risorgimento (per non parlare del Rinascimento). La guardi quanti ve n’erano tra i “mille” di quell’altro Giuseppe (Garibaldi n.d.r.). Quindi, non solo pensatori ma eroi del quotidiano e dell’occasione. Ogni eroe è un uomo o una donna che aspetta un’occasione per dimostrarsi eroe.

D) Sugli eroi siamo d’accordo, sui pensatori, pensiamo siano alla buona.

R) Alla buona un pezzo di legno? La libertà stimola l’ingegno, siamo pratici non scolastici, alcuni persino accademici ma mai superficiali. Confesso una cosa (Geppetto pensava fosse un segreto n.d.r.) l’artigiano che ha confezionato questo mia parrucchetta deve sapere di molto: di psicologia, di morfologia, di estetica, di simmetria, di cromatismo. Sono gran dottori di tutto questo!

D) Visto che l’ha confessato perché porta la  parrucchetta?

R) Non per evitare i lazzi dei ragazzi. Quelli fanno così perché hanno paura di diventare grandi e della vita e allora si compiacciono del loro status di perfezione e  vanto giovanile. La verità è che non voglio, che il giudizio sul corpo condizioni la valutazione dell’anima. Sono vecchio ma non rincoglionito e sono poeta e il poeta non è mai calvo.

D) Cos’è per Lei la poesia?

R) La poesia non è solo scrivere versi, ma dare corpo all’anima, ecco Pinocchio è poesia, pazienza è poesia, la vita è poesia.

D) Allora cos’è per Lei Firenze, la sua città dove vive la nostra storia?

R) Un posto dove si cura l’anima e dove si ispira la poesia.

D) Allora perché i fiorentini sono così caustici, corrosivi per lo più?

R) Perché sono come i ragazzi, hanno paura di perdersi, di scomparire, allora si vantano “castigat ridendo mores”.

D) Quindi Pinocchio poteva nascere solo a Firenze?

R) No, c’è un Pinocchio romano, milanese, napoletano etc…Ma a Firenze è un po’ più Pinocchio.

D) Che vuol dire che gli italiani sono bugiardi?

R) Gli italiani sono i migliori cittadini dell’Universo, solo qui il bel dì suona. La bugia italiana è una bugia prevedibile, abbellitiva non ipocrita, ma comprensiva. Ma forse ai vostri tempi le cose stanno cambiando. La storia che hanno avuto gli italiani, non l’ha avuta nessun altro popolo. Non bisogna rovinare tutto in un paio di generazioni.

D) Rifarebbe Pinocchio?

R) Si perché è un riferimento, una metafora, un significato. Pinocchio non solo ha un’origine strana ma una vita eterna. E’ lì a disposizione con i personaggi che ha incontrato.

D) Parliamo di questi. Chi le è più caro?

R) Lei si aspetta che dica la fata turchina!! Ma dico tutti perché ci sono i cattivi e i buoni. Del racconto di Pinocchio la cosa che mi ha più commosso è quella dei burattini. Quando Mangiafuoco grazia Arlecchino, commosso dalla proposta volontà di Pinocchio di essere bruciato al posto suo, si scatenano in un ballo che dura tutta la notte. Un ballo salvifico, sfrenato irresistibile. Rosaura, i gendarmi, tutti. Il problema è che tante volte i burattini sanno essere Uomini, ma più spesso gli uomini sono burattini.

D) Cosa Le è rimasto del suo essere uomo, del suo essere artigiano?

R) Ha detto bene delle due cose insieme perché ognuno è artigiano della sua vita. Pinocchio è un compendio, una consolazione. Un mio concittadino disse “amor ch’a nullo amato amar perdona”. Io, più esplicitamente, dico “meglio cento volte meglio, amare che essere amato. Il lascito di Geppetto.

D) Dove sta Lei adesso Maestro?

R) Bene, sto molto bene, meglio di voi, Mi hanno messo a lavorare il legno, c’è uno sopra di me che dice che se ne intende. E poi sto in tutti, i tanti Geppetto, demiurghi dell’amore.

D) Conosce CASARTIGIANI?

R) Non solo la conosco, ma le voglio bene. Entrambi siamo padri di una utopia. Nata improbabile e bruttarella e per questo le abbiamo voluto più bene e per questo l’abbiamo fatta crescere bene e forte.

D) Lei sa che gli artigiani e più in generale gli italiani all’inizio  inoltrato del XXI secolo stanno vivendo una crisi economica difficile . Cosa ne pensa?

R) Viene a parlare a me di crisi, che mi sono consumato gli occhi per un tozzo di pane ma ho sempre lottato con dignità. Per questo mi piace CASARTIGIANI per la sua dignità e coerenza e per l’aiuto che da, per esempio con Mano Tesa, aiutando i poveri cristi come me e i loro Pinocchi, ma attenzione anche da voi. Non mi sono mai piaciuti i tromboni autoreferenziali e i parassiti e ce ne sono. Chiedete al mio amico ciabattino con la crisi di tutte le epoche, ci si deve mordere le suole delle proprie scarpe per venirne fuori. Io so già che ce la farete. Ce la faremo.

D) Buon Natale Maestro e grazie

R) Buon Natale a tutta CASARTIGIANI e grazie a voi. Mi raccomando Pinocchio e le Pinocchie.

D) A proposito perché ha voluto Pinocchio e non Pinocchia?

R) Perché le donne sono migliori e a Geppetto piacciono le cose difficili, come a noi di Casartigiani.

 

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